🌱 #11 Paludi si muove: a Bologna e Trieste tra scienza, giornalismo e arte
Ciao! Bentornatə su Paludi, la newsletter di FACTA sulla natura più bistrattata e preziosa d’Italia.
Io sono Giulia Bonelli, giornalista e co-fondatrice di FACTA, e oggi vi racconto di come stiamo provando a “spostare” Paludi in giro per l’Italia. Nei suoi primi mesi di vita, Paludi è stata soprattutto uno spazio online, per noi molto stimolante e dinamico. Abbiamo infatti già avuto la fortuna di incontrare (virtualmente) alcunə di voi durante una serie di conversazioni online e al nostro primo Aperitivo in umido, sempre virtuale.
Ma, un po’ alla volta, stiamo provando a portare Paludi anche fuori dallo schermo, nei luoghi dove ricerca, dati e storie si incontrano davvero. Del resto, ce lo hanno detto anche moltə di voi: in un mondo sempre più frammentato, con un continuo sovraccarico informativo e pochi spazi di condivisione reale, il vero valore aggiunto che può provare a dare il (nuovo) giornalismo è la connessione tra persone.
E dunque ci stiamo provando, proprio a partire dal tema che ha dato origine a questa newsletter: le zone umide, esempio perfetto di ecosistemi complessi dove ambiente, cultura, storia, politica, economia e societĂ si incontrano.
A maggio, porteremo un po’ delle nostre paludi in due eventi di persona a Bologna e Trieste, dove speriamo davvero di poter incontrare alcunə di voi.
Buona lettura!
Giulia

A Bologna una scuola per l'immaginazione ecologica
La prima occasione per incontrarci sarĂ a Bologna, dal 14 al 17 maggio, nei bellissimi spazi delle Serre dei Giardini Margherita (se non ci siete mai statÉ™, andate a visitarle: vi garantiamo che ne resterete ammaliatÉ™!)
Si chiama School of Ecological Imagination ed è un laboratorio organizzato da serra madre (progetto di Kilowatt) per navigare il presente e la crisi climatica, dove teoria e pratica si fondono per esplorare nuove alleanze tra sapere scientifico, pratiche artistiche e pensiero ecologico.
FACTA è media partner dell’iniziativa e contribuirà direttamente alla giornata di venerdì 15 maggio. E, non vi stupirà , parleremo anche parecchio di zone umide.
La mattina lavoreremo insieme su una domanda che attraversa spesso anche questa newsletter: come trasformare informazioni e dati sul clima in strumenti reali di partecipazione e giustizia ecologica? A partire dalle nostre inchieste ambientali, proveremo a ragionare su come costruire un giornalismo che riconosca comunità e territori non solo come “casi studio”, ma come portatori di saperi, esperienze e bisogni concreti. E lo faremo partendo da alcuni paesaggi molto presenti anche in Paludi: laghi, saline, aree costiere e zone umide del Mediterraneo.
Interverranno le co-fondatrici di FACTA Elisabetta Tola e Francesca Conti, e la ricercatrice sociale Federica Manzoli, parte del board scientifico di FACTA.
🗓️ 14-17 maggio
📍 Le Serre dei Giardini Margherita, via Castiglione 134, Bologna
Se vuoi saperne di più e iscriverti, clicca sul bottone qui sotto 👇
La scuola è a pagamento, ma la buona notizia è che il programma prevede anche un evento serale gratuito e aperto al pubblico che ci rende particolarmente felici: un talk con Yurij Castelfranchi, “portato” a Bologna da noi di FACTA. Yurij è fisico, sociologo della scienza e professore alla Facoltà di Filosofia e Scienze Umane dell’Università Federale di Minas Gerais (Brasile).
L’incontro, dal titolo Vedere l’invisibile: reinventare scienza, democrazia ed ecologia decolonizzando il nostro sguardo, proverà a ragionare su come ripensare il rapporto tra scienza, ecologia e partecipazione democratica.
Puoi iscriverti gratuitamente qui 👇

A Trieste un workshop su giornalismo, scienza e arte a partire dai dati
Il 20 e 21 maggio invece saremo a Trieste per un workshop che abbiamo organizzato insieme al Laboratorio Interdisciplinare per le Scienze Naturali e Umanistiche (ILAS) della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA). Il titolo dell'evento è: From data and satellites to stories: intersections between journalism, science and art.
Due giorni per esplorare come si possono raccontare ambienti difficili da osservare (o da raggiungere) usando strumenti come il telerilevamento, i dati satellitari e l’intelligenza artificiale. Ma anche per capire come questi dati diventano storie: attraverso giornalismo, ricerca scientifica e linguaggi artistici.
Il programma è piuttosto denso e, speriamo, interessante. Si parte con Riccardo Pravettoni (Le Monde), che racconterà come usare immagini satellitari e analisi SAR per coprire luoghi inaccessibili. Si passa poi alla climatologa Erika Coppola, per capire cosa ci dicono i dati sulla crisi climatica.
E nel pomeriggio la nostra Elisabetta Tola di FACTA presenterà i primi risultati di un progetto, guarda caso, sulle zone umide, insieme a Roberto Trotta, Direttore del Laboratorio Interdisciplinare per le Scienze Naturali e Umanistiche (ILAS) della SISSA e responsabile del Data Science Group, e Andre Scaffidi, post-doc nello stesso gruppo di ricerca. Si tratta di Unwetlands, un’inchiesta che FACTA sta sviluppando con la SISSA nell’ambito del programma Journalism Science Alliance, per indagare la perdita delle zone umide in Italia attraverso dati satellitari.
A seguire, si parla di monitoraggio degli ecosistemi con Paolo Villa (CNR) e di approcci che intrecciano arte e scienza con Francesco Scarel (fondatore di Liminal Research).
Il secondo giorno si apre con l’inchiesta cross-border Green to Grey, presentata da Anne Linn Kumano-Ensby (NRK), e continua con una sessione sul data journalism di Federico Acosta Rainis (Pulitzer Center), che parlerà di uso dei dati in contesti complessi.
Si entra poi nel dettaglio di alcune tecniche investigative: Anita Fallani racconterà come ha ricostruito e analizzato dati difficili da reperire su un tema poco visibile come i trattamenti sanitari obbligatori nelle carceri italiane, mentre Jelena Prtorić porterà un’inchiesta su proprietà della terra, land grabbing e politiche europee che stanno progressivamente escludendo piccoli e giovani agricoltori.
A chiudere, Eszter Polonyi racconterà come è stata realizzata la prima immagine di un buco nero, mostrando cosa succede quando fisica e arte si incontrano - e quanto lavoro collettivo, interpretazione e costruzione narrativa ci siano dietro a quella che spesso percepiamo come una “semplice” fotografia.
C’è un aspetto di questo evento a cui teniamo particolarmente. Il workshop offre anche uno sguardo un po’ diverso sul ruolo della scienza oggi, e sui possibili percorsi che vanno oltre quello accademico. Molti degli interventi mostrano cosa succede quando ricerca e giornalismo lavorano insieme. E come queste collaborazioni possano aprire spazi nuovi, spesso intrecciati con l’arte.
Il workshop è in presenza, ad accesso limitato, e l’iscrizione è gratuita (fino a esaurimento posti).
🗓️ 20-21 maggio
📍 SISSA, Via Bonomea, 265, Trieste
Se ti interessa capire meglio come si intrecciano dati, ambiente e narrazione, o se semplicemente hai voglia di passare due giorni a parlare di questi temi con altre persone curiose, puoi iscriverti qui 👇

Grazie per aver letto fin qui. Se vuoi mandarci un commento, hai notato un’imprecisione, vuoi suggerirci la tua palude del cuore, o anche solo vuoi entrare in contatto, scrivici rispondendo a questa mail: ne saremo contentə!
Se quello che hai letto ti è piaciuto, inoltra questa mail a chiunque pensi possa essere interessatə.