🌱 #32 Paludi in viaggio tra Campania e Puglia
Ciao! Bentornatə su Paludi, la newsletter di FACTA sui luoghi più bistrattati, preziosi e nascosti.
Io sono Giulia Bonelli, giornalista e co-fondatrice di FACTA, e al momento vi sto scrivendo da un treno regionale fermo tra Campania e Lazio per maltempo. In effetti nella notte tra il 20 e il 21 ottobre ha piovuto talmente tanto che è subito scattata l’allerta meteo in diverse zone nel centro e sud Italia.
Abbiamo parlato anche di questo, due giorni fa, con persone in gran parte giovanissime e interessate, durante la prima proiezione campana del documentario Paludi. Di come eventi meteorologici sempre più estremi e sempre più intensi siano la cartina tornasole della crisi climatica che stiamo vivendo. Ma, a parlarne, eravamo in un luogo pieno di speranza, costruito da persone che lottano ogni giorno per cambiare davvero le cose.
Nel frattempo, Elisabetta Tola tornava dalla prima proiezione pugliese di Paludi, in un contesto altrettanto resistente di riflessioni sul futuro a partire dalle sfide del presente. Oggi dunque vogliamo raccontarvi queste due esperienze in viaggio tra Campania e Puglia, nuove tappe di una serie di incontri intorno al documentario che stiamo organizzando anche grazie al vostro aiuto.
Buona lettura!
Giulia

Paludi in Campania al di là dei sogni
“Via La Mafia”, si legge su un’insegna che imita un cartello stradale infisso al tronco di un albero. Siamo all’ingresso della Cooperativa Sociale Al di là dei Sogni, a Maiano di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta.
Qui nel 2004 Paola Perretta e Simmaco Perillo hanno dato vita, letteralmente, a un sogno: trasformare un terreno che un tempo apparteneva alla criminalità organizzata in un modello di vita alternativo e sostenibile, che aiutasse persone svantaggiate e fragili a reinserirsi nella società. Un progetto che mette insieme agricoltura biologica, inclusione sociale, attività didattica, turismo sostenibile e contrasto alle mafie.
Il terreno, oltre 16 ettari, un tempo apparteneva ad Antonio Moccia, boss dell’omonimo clan camorristico di Afragola. Lo Stato lo confisca nel 1991 e lo trasferisce al Comune di Sessa Aurunca nel 1998, ma per anni nessuno ha il coraggio di chiederlo in gestione. Paola e Simmaco sono i primi, in un percorso lungo e tortuoso e non privo di rappresaglie iniziali, che però sfocia nell’insediamento sul territorio della cooperativa sociale. Qui da oltre vent’anni trovano lavoro persone con disabilità, persone che stanno uscendo da una dipendenza, persone ex detenute, vittime di violenza e persone dimesse dagli ospedali psichiatrici. Un percorso direttamente figlio della legge 180 di Franco Basaglia ed esteso ad accogliere qualunque tipo di fragilità, mettendo in piedi al tempo stesso una filiera produttiva ed etica.
Quando Sara Manisera, autrice e regista del documentario Paludi prodotto da FACTA e FADA Collective, ci ha proposto di presentare qui il nostro lavoro, ci è parso un luogo perfetto. Al di là dei Sogni è l’esempio vivente di quel profondo amore per il proprio territorio che proviamo a raccontare ogni giorno. È anche molto vicino all’Oasi dei Variconi a Castel Volturno, una delle due zone umide protagoniste di Paludi insieme alla laguna di Venezia.
E infatti con noi, nel bellissimo capannone attrezzato costruito da Paola e Simmaco per gli eventi, il 20 ottobre sera a Sessa Aurunca a parlare di zone umide e biodiversità c’era anche Vincenzo Viglione, fotografo naturalista e delegato del WWF di Caserta, uno dei personaggi principali del documentario. Anche lui uno spirito resistente, con una cura e un amore viscerali per la sua terra, e un impegno costante a difenderla e a farla conoscere.
Sara, Vincenzo, Paola, Simmaco ed io abbiamo incontrato un pubblico variegato e attento, composto da persone che vivono o lavorano alla cooperativa sociale, e dalle ragazze e i ragazzi di due scuole superiori di Rovereto e Trento e dalle loro insegnanti. Queste scuole hanno aderito a un percorso di formazione di cinque giorni presso la cooperativa (una sorta di “gita scolastica” alternativa), dove studentesse e studenti vivono in prima persona il modello sociale e culturale portato avanti da Al di là dei Sogni.
Anche e soprattutto a partire dalla sua storia. All'inizio dell'incontro, Simmaco ha infatti raccontato che il bene confiscato su cui oggi sorge la cooperativa sociale è dedicato ad Alberto Varone, un imprenditore di Sessa Aurunca ucciso dalla camorra. Padre di cinque figli, Alberto per mantenere la famiglia di giorno gestisce un mobilificio e di notte distribuisce giornali alle edicole della zone. Quando il clan dei Muzzoni cerca di costringerlo a cedere la propria attività e a pagare il pizzo, si rifiuta. Si oppone a ogni forma di intimidazione e minaccia finché, il 24 luglio 1991, viene ucciso a colpi di pistola. Prima di morire, trasportato in ospedale, Alberto riesce a dire i nomi dei responsabili alla moglie Antonietta Sangermano, che con grande coraggio decide di denunciarli. Nel 1998 Mario Esposito, capoclan dei Muzzoni, viene condannato all’ergastolo come mandante dell'omicidio di Alberto Varone.
Anche grazie al lavoro di Al di là dei Sogni, questa storia non è stata dimenticata e ha continuato a viaggiare. Tredici anni fa, dopo averla ascoltata durante un'esperienza di volontariato a Sessa Aurunca, un gruppo di giovani scout di San Damiano decide di raccontarla in un cortometraggio, Fiori dal cemento, premiato nel 2013 al Viminale.
Il cortometraggio Fiori dal cemento, dedicato alla storia di Alberto Varone
Dai fiori nati dal cemento di una storia di mafia e di riscatto sociale, siamo poi passati a quelle zone di mezzo tra acqua e terra che sono le zone umide, con la visione del documentario Paludi.
A seguire, abbiamo ragionato su cosa significhi proteggere il proprio territorio, su quali siano le minacce concrete agli ecosistemi e a noi che li abitiamo, quali invece le conseguenze meno visibili (“che fine hanno fatto i pipistrelli?”, ha chiesto per esempio una ragazza mentre Vincenzo raccontava la perdita di biodiversità).

Da nord a sud, le diverse esperienze legate al territorio hanno così trovato un filo rosso comune. Per provare, tutte e tutti insieme, a dare un nuovo significato a ciò che conosciamo meno semplicemente perché è diverso o lontano dal nostro immaginario. Proprio come le paludi: che, come ci ha raccontato Paola, nel casertano sono spesso associate alla parola ranunciari, termine dialettale legato alle rane e ai luoghi paludosi storicamente usato con accezione dispregiativa. Oggi un gruppo di ragazze e ragazzi ha scelto proprio questo nome ragazzi per il tifo di un' associazione sportiva della provincia, con tanto di collegata festa della ranunca. L’inaspettato potere connettivo delle paludi.

In Puglia con Paludi a Conversazioni sul uturo
Conversazioni sul futuro (CsF) è uno di quei festival a cui non possiamo mancare. Mai. È come tornare a casa, anno dopo anno, a Lecce, in una città che più bella non si può, e con amiche e amici che lavorano con passione e grandissima professionalità a mettere in piedi una serie di incontri che ti lasciano sempre qualcosa di nuovo a cui pensare.
È successo di nuovo, a me, anche quest’anno. Io sono Elisabetta Tola, giornalista scientifica, co-fondatrice e direttrice di FACTA. E a Lecce ormai vado anno dopo anno da un po’. CsF è un festival nato nel 2013, e da allora ogni ottobre viene costruito pezzo per pezzo dall’associazione Diffondiamo idee di valore, con la direzione di Gabriella Morelli e la collaborazione di numerose realtà pubbliche e private della città e della regione.
A CsF due anni fa abbiamo portato il lancio del nostro progetto Wasted Wetlands, e abbiamo conosciuto di persona Rosario Balestrieri, ornitologo della Stazione Zoologica Anton Dohrn, che oggi fa parte del board scientifico di FACTA. E quest’anno, dunque, siamo tornate con “Dove la terra incontra l’acqua. zone umide, biodiversità e adattamento climatico”, un incontro interamente dedicato alle zone umide, domenica 18 ottobre mattina, in una location davvero speciale, un torrione del Castello Carlo V, in centro a Lecce.

Abbiamo iniziato proiettando il documentario Paludi, e poi abbiamo ragionato su come dare concretezza alle politiche e alle pratiche di ripristino della natura, di una conservazione attiva e sostenibile che tenga conto delle esigenze di chi vive nelle zone umide, umani e non, tra progettazione e rispetto e difesa delle comunità e delle realtà dei territori. Lo abbiamo fatto con tre persone davvero brave: la giornalista e scrittrice Sara Segantin, l’architetta Rita Miglietta e il direttore del Parco Naturale Regionale Litorale di Ugento, Francesco De Franco.

Per arrivare preparate a questo incontro, abbiamo lavorato a un articolo che abbiamo pubblicato nei giorni precedenti su FACTA e che, attraverso diversi paper scientifici, report e perfino una tesi di dottorato, fa una fotografia della storia delle bonifiche e dunque della distruzione delle zone umide pugliesi, dal Nord al Sud della regione, della resistenza dell’acqua in qualche caso, che sta tornando a riprendersi lo spazio che le era stato tolto, e anche di progetti di ripristino e recupero.
E dunque, nella nostra costruzione collettiva di un database di articoli e fonti scientifiche, questa settimana vi proponiamo due contributi: uno fa seguito al lavoro di Michela Ingaramo su Laguna del Re e l’altro è il report della Società geografica italiana da cui abbiamo attinto molte informazioni davvero utili.
Cammerino A.R.B., Ingaramo M., Monteleone M.,Complementary Approaches to Planning a Restored Coastal Wetland and Assessing the Role of Agriculture and Biodiversity: An Applied Case Study in Southern Italy, Water (2024). Il lavoro parte dall’opera di ripristino realizzata a Laguna del Re, Siponto, nella zona di Manfredonia, dove il progetto LIFE09 NAT/IT/000150 (2014–2019) ha demolito edifici abusivi, scavato “valli”, riaperto canali e costruito quattro isole. Gli autori propongono un metodo per pianificare la gestione di una zona umida, provandolo proprio su questo caso reale. L’obiettivo è ragionare su quali sono le priorità e l’ordine di azione per la laguna, una volta recuperata. La novità è l’uso, per la prima volta, di un modello che valuta le combinazioni tra fattori di pressione e componenti ambientali (DPSIR), con il coinvolgimento di sette esperti, con la scala di Yeomans, per stabilire la sequenza degli interventi partendo da idrologia e morfologia. Si capisce così che l’agricoltura è il driver più rilevante (8,26/10), la biodiversità lo stato più critico (6,82/10). Gli autori propongono di integrare nella zona umida un’agricoltura a basso impatto invece di escluderla.
Società Geografica Italiana (2025), Paesaggi sommersi. Geografie della crisi climatica nei territori costieri italiani, XVII Rapporto, a cura di Filippo Celata e Stefano Soriani. Oltre cinquanta autori da università italiane, Cnr e Istat. Il rapporto ha calcolato e riportato sul territorio italiano gli scenari globali di innalzamento del mare e di erosione, incrociando proiezioni di inondazione al 2100 e dati di copertura del suolo. Le zone umide sono le più esposte: il 69% delle paludi, il 56% delle lagune costiere e quasi tutte le saline. Nello specifico della regione Puglia, l 24% delle spiagge rischia di essere quasi completamente sommerso entro il 2050, il 51% entro il 2100. Nelle marine di Lecce, che un tempo consistevano in paludi continue tra Brindisi e Otranto, la bonifica ha aperto la strada all’abusivismo e oggi ci sono circa mille istanze di condono nella sola fascia dei 300 metri tutelata dal Piano paesaggistico. Il nuovo piano urbanistico prevede la creazione di un parco costiero e incentivi per demolire e ricollocare gli edifici più esposti.
In questo angolo di Paludi stiamo costruendo con voi un database collaborativo dove mettiamo insieme le nostre ricerche con gli studi e le ricerche che ci segnalate voi. Vogliamo che questo database sia nutrito anche dal tuo contributo. Aiutaci a popolarlo! Rispondi a questa mail per suggerirci nuovi articoli da inserire.
FACTA in giro
Ottobre continua a essere un mese molto pieno per noi. Ecco gli appuntamenti dei prossimi giorni.
🌾 23 ottobre, Bologna. Il direttore di Al Reef, struttura commerciale di PARC-Palestinian Agricultural Relief Committee, Mohammed Hmidat, sarà ospite speciale dell’incontro “Coltivare diritti in Palestina. Agricoltura sostenibile e Commercio Equo e Solidale come pratiche di resistenza attiva e non violenta”, organizzato da ExAequo, in collaborazione con Fondazione Altromercato, Banca Etica e la rete Bologna per Gaza. Per FACTA partecipa Elisabetta Tola. Appuntamento alle ore 18,00 presso il Centro Giorgio Costa in via Azzo Gardino 44-48 a Bologna.
🗣️ 27 e 28 ottobre, Sassari e Porto Torres. Elisabetta Tola e Francesca Conti incontrano il personale dell'ASL di Sassari per un corso di formazione di FACTA sulla comunicazione del rischio.
🌻 27 ottobre, Torino. Marco Boscolo è al Polo del ‘900 per un incontro intitolato I giardini dell’impero: si parlerà di botanica e colonialismo, in compagnia della direttrice dell’Orto botanico dell’Università di Torino Maria Consolata Siniscalco ed Elena Canadelli direttrice scientifica del Museo botanico dell’Università di Padova.

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